Modesto consiglio di lettura. Una breve scheda sugli Impianti nucleari di III generazione, realizzata dall’ENEA e che ho trovato sul sito NuclearNews.it.
Scheda sintetica ma di lettura non facile, perché molto tecnica e con eccesso di termini in inglese.
Scheda sintetica ma di lettura non facile, perché molto tecnica e con eccesso di termini in inglese.
Ad esempio ci troverete informazioni sui costi O&M, senza che nessuno vi spieghi che cavolo siano gli O&M (Operation and Maintenance, cioè tutte le operazioni di conduzione e gestione di un impianto), oppure frasi tipo «il costo di capitale overnight livellato sulle prime 4 unità e comprensivo delle penalizzazioni first-of-a-kind (FOAK)» che onestamente non mi sembra di facilissima interpretazione per un non addetto ai lavori. E purtroppo potrei continuare con molti altri esempi.
Tuttavia ne consiglio caldamente la lettura, perché, con un po’ di sforzo, offre un’idea sufficientemente adeguata sulla complessità dei discorsi che riguardano l’energia nucleare, nonché molte informazioni per comprendere alcuni aspetti tecnici che non possono essere ignorati nel dibattito nucleare.
Di rilievo, a mio avviso, soprattutto le tabelline dell’ultima pagina, ove chi ha voglia di farsi due conti può scoprire dati esatti sulla produzione dei rifiuti di bassa, media e alta attività, sull’occupazione di terreno, sulle quantità dei diversi materiali utilizzati, sui costi dell’energia prodotta (sia in dettaglio, sia aggregati) e altro ancora.
Cito solo il dato sui costi del kWh prodotto, che è valutato tra 5,5 e 7,8 centesimi di dollaro (3,9 – 5,7 centesimi di euro) tutto compreso, inteso, cioè, come costo medio dell’elettricità prodotta comprensivo di costi di capitale, interessi passivi, esercizio, manutenzione, combustibile, trattamento rifiuti e decommissioning finale attualizzato alla data di inizio esercizio della centrale.
Tuttavia ne consiglio caldamente la lettura, perché, con un po’ di sforzo, offre un’idea sufficientemente adeguata sulla complessità dei discorsi che riguardano l’energia nucleare, nonché molte informazioni per comprendere alcuni aspetti tecnici che non possono essere ignorati nel dibattito nucleare.
Di rilievo, a mio avviso, soprattutto le tabelline dell’ultima pagina, ove chi ha voglia di farsi due conti può scoprire dati esatti sulla produzione dei rifiuti di bassa, media e alta attività, sull’occupazione di terreno, sulle quantità dei diversi materiali utilizzati, sui costi dell’energia prodotta (sia in dettaglio, sia aggregati) e altro ancora.
Cito solo il dato sui costi del kWh prodotto, che è valutato tra 5,5 e 7,8 centesimi di dollaro (3,9 – 5,7 centesimi di euro) tutto compreso, inteso, cioè, come costo medio dell’elettricità prodotta comprensivo di costi di capitale, interessi passivi, esercizio, manutenzione, combustibile, trattamento rifiuti e decommissioning finale attualizzato alla data di inizio esercizio della centrale.
La variabilità del costo è legata alla valutazione dell'investimento capitale per la costruzione dell’impianto, che varia da 2 a 3,2 milioni di dollari per MW installato (1,5 – 2,3 milioni di euro) per gli impianti a regime, non per i prototipi come gli EPR in costruzione a Olkiluoto in Finlandia o a Flamanville in Francia.
In ogni caso è evidente la competitività del nucleare, con costi che - ripeto - prevedono anche il trattamento dei rifiuti e il decommissiong finale.
