Da noi le beghe di Berlusconi & C. saturano il panorama informativo, ma anche così non è che segnali evidenti non arrivino alle tasche degli italiani.
A parte gli addetti ai lavori, secondo me ancora nessuno si è accorto che è stato chiuso uno dei principali gasdotti che ci porta il gas dal Nord Africa, che le importazioni di petrolio dalla Libia si sono interrotte, che sono a rischio molte altre forniture di petrolio e gas e persino che il prezzo del greggio è arrivato oltre i 110 dollari al barile.Però che il prezzo dell’elettricità e della benzina salga di continuo è sotto gli occhi (e le tasche) di tutti.
I consumi di energia nel 2010 sono saliti del 2%, ma la bolletta energetica è salita del 23%. Solo nel mese di aprile le bollette degli italiani sono aumentate mediamente del 3% ed è certo che nuovi aumenti ci attendono nei prossimi trimestri.
Il fatto che dipendiamo quasi totalmente dalle importazioni, in situazioni “normali” è costoso, ma può non essere drammatico. Ma in questa situazione, mentre sottostiamo alla spada di Damocle di eventi internazionali su cui non abbiamo alcuna possibilità di intervento, la cosa ci rende estremamente vulnerabili.
Possiamo fare qualcosa per aiutarci a ridurre questa vulnerabilità?
Molto poco. Ma poco è meglio di niente. E il poco che possiamo fare, ora come ora, credo sia solo sul fronte della riduzione dei consumi.
Da anni il governo ha preso l’impegno di varare una grande campagna di informazione sull’efficienza e il risparmio energetico. Invece le uniche campagne di informazione che vedo in giro, per quanto minimali, sono solo per tentare di


